Odiavo leggere.

Non mi è mai piaciuto.

Sin da bambino avevo l’orticaria nel stare fermo a leggere i libri.

Li vedevo noiosi.

Inutili.

Non mi trasmettevano nulla di che.

E forse pensavo questo perché in quel momento della mia vita m’interessava solamente divertirmi e giocare con gli amici.

Di stare piegato su di un banco a sfogliare dei libri con solo parole e niente immagini… mi annoiava!

Magari è pure successo a te.

Eppure non ero l’unico che la pensava così.

Anche la maggior parte dei miei compagni di classe odiavano leggere (ad eccetto di quei due secchioni che sapevano sempre tutto).

Erano dei saputelli e mi stavano pure antipatici.

Il motivo?

Non mancavano mai occasione per mostrare la loro bravura.

Tuttavia quando eravamo in cortile a giocare, avevamo la rivincita. Se erano bravi sui libri non lo erano altrettanto nei giochi.

E così ci divertivamo a prenderci in giro.

In fondo eravamo bambini ed era normale giocare e ridere sopra queste cose.

Anche se…

Con il passare degli anni mi resi conto che se a scuola ci sapevi fare, avevi sicuramente una marcia in più, soprattutto nel trovare lavoro.

È sì perché un conto è quando sei alle elementari o alle medie ma… alle superiori il gioco cambia.

Eccome se cambia!

Nel momento in cui riesci ad andare quasi sempre bene a scuola, poi hai maggiori probabilità di uscire con un buon voto e di trovare quindi un buon lavoro.

Del resto era questa la favoletta che ci veniva raccontata nei banchi di scuola e noi anche se ormai maggiorenni ci credevamo ancora (o quasi).

Sì perché poi quando diventi grande, inizi a ragionare con la tua testa.

Hai i tuoi pensieri, hai la tua visione del mondo e inizi a mettere in discussione le cose che sai.

Ma sarà vero quello a cui ho sempre creduto?

Iniziai a farmi delle domande.

Delle domande chiave che mi aprirono la mente verso a nuove dimensioni, a nuove realtà. Realtà che io non avevo minimamente preso in considerazione.

All’epoca nuotavo.

Ero un vero professionista e sinceramente il lavoro già ce l’avevo.

Il mio lavoro ed anche la mia passione era nuotare.

Gareggiavo a livelli effettivamente alti, piuttosto alti e la cosa mi rendeva fiero. Felice di me stesso.

Ero quasi sempre in acqua ad allenarmi e proprio per questo mio impegno (come del resto i secchioni di classe di cui ti dicevo) entrambi avevamo i nostri risultati.

Risultati che avevano il loro risvolto nei rispettivi ambiti.

Io riuscivo ad avere fama mondiale.

Loro andavano alla grande a scuola.

Però questo non significa che io fossi una schiappa. Assolutamente!

Io la maggior parte del tempo la dedicavo al nuoto e a migliorare il mio stile di nuotata per poter raggiungere i miei obiettivi. Perché quella era la mia vita.

Tutto andava davvero alla grande.

Fino a quando…

Crack!

Qualcosa si ruppe.

La mia anca aveva mandato un segnale.

Forse stavo forzando troppo gli allenamenti.

E ormai il danno era irreparabile.

Accadde tutto questo quando ero a ridosso delle qualificazioni per le olimpiadi.

Puoi solo lontanamente immaginare cosa significava per me rimanere a bordo vasca a guardare gli altri piuttosto che essere io stesso lì in acqua a gareggiare.

Penso di non essere mai stato così male in tutta la mia vita.

Fu realmente un colpo basso.

Un colpo che mi costò caro.

Un colpo che segnò il resto della mia vita.

E penso che se non accadde proprio quell’infortunio io oggi non sarei qui.

Infatti…

“Mi dispiace Mik ma sei licenziato”

Non potevo credere a quelle parole.

Fu una telefonata veloce e devastante come un fulmine che squarcia in due una quercia secolare.

Il mio animo era letteralmente sventrato come se una bomba atomica fosse implosa dentro di me facendomi uscire il sangue dalle orecchie.

Quelle parole furono come lame infuocate.

Un dolore terribile mi percosse l’anima e di fatto nonostante il dolore ero praticamente a piedi.

Io che ero stato l’onore della nazionale Italiana di nuoto… con tutti quei titoli vinti tra coppe e medaglie non mi si era lo stesso guardato in faccia.

Era come se tutto ciò che avevo raggiunto fosse stato invisibile.

Fosse stato inutile.

Eppure io ero a piedi.

Senza un lavoro, lontano 700 km dai miei genitori e con una macchina da mantenere ed un affitto da pagare (senza contare le spese per sopravvivere).

Ricordo ancora come in quel periodo io e mio fratello Gabbo ci siamo ritrovati a mangiare carne in scatola perché non potevamo permetterci nulla.

Stavamo vivendo una situazione davvero al limite del possibile.

Eppure ogni giorno là fuori ci sono realmente molte persone che vivono così purtroppo. Ed io non avrei mai immaginato che un giorno mi sarei ritrovato quasi nei loro panni.

Incredibile…

Anche se in realtà il mio cervello stava fantasticando troppo. In fondo non eravamo messi malissimo.

Una macchina c’era, un tetto sotto cui dormire pure… apparentemente non era così drastica la situazione se non fosse che tutto quello che avevamo in quel momento dipendeva unicamente dalle nostre tasche, dai nostri lavori e dal nostro sacrificio.

Quindi detto in maniera più semplice… se ci fermavamo, tutto era perduto.

Eravamo praticamente dentro alla classica ruota del criceto.

Fino a quando corri la ruota gira e tutto è ok ma nel momento in cui tu inciampi finisci dritto con la tua faccia contro quella ruota che ora ha smesso di girare.

Già, non gira più.

È ferma e tu sei al tappeto.

Non è una fantastica situazione e su questo penso che tu sei d’accordo con me.

Quindi…

Cosa fare per uscire fuori da quelle terribili sabbie mobili che ogni giorno c’inghiottivano inesorabilmente sempre di più facendoci mancare il respiro?

La situazione stava diventando insostenibile.

Il nostro sguardo puntava inevitabilmente alle mancanze di cui non eravamo abituati piuttosto che pensare a ciò che invece avevamo.

Perché in fondo avevamo realmente il culo su di una montagna di pepite d’oro.

E la cosa buffa era che noi non ce ne rendevamo conto.

Era questa la cosa assurda.

Se rifletti un attimo con me capisci benissimo come in realtà la nostra storia poteva essere realmente uno spunto di riflessione per tutte quelle persone che come noi magari si stavano ritrovando con il culo per terra e non avevano la ben che minima idea di cosa fare per rimettere in fila le cose.

Noi appunto non avevamo realmente idea di cosa fare.

E se è vero che l’ora più buia è quella che precede l’alba… stavamo per uscire fuori da quella melma.

Effettivamente la vita è un ciclo.

Un ciclo di stagioni che si ripete. E per quanto durino in eterno, nessuna della 4 stagioni dura però in eterno.

Ogni 3 mesi cambia e lascia spazio a quella successiva.

Ed anche noi, pur trovandoci in quella situazione, non potevamo continuare a scendere sempre più nell’oscurità delle sabbie mobili.

Tutto sarebbe cambiato… ma ad una condizione

Le cose possono cambiare solamente se si ha il coraggio di cambiarle davvero.

Il continuare a disperarsi per aver perso un lavoro e una passione che da sempre aveva accompagnato le mie giornate non avrebbe migliorato la vita.

No.

Sai il motivo?

Avrei continuato a focalizzare l’attenzione sulla mancanza e non sull’abbondanza.

Devi sapere che la realtà che vivi è il riflesso che sei.

In quel momento realmente disperato, IO ero effettivamente disperato.

Non passavano nella mia testa pensieri di abbondanza, benessere, successo o quantomeno di capire cosa avrei potuto fare per uscire da quella situazione.

Fino a quando non avrei spostato il mio mindset nulla sarebbe cambiato.

Anzi…

Tutto sarebbe rimasto praticamente uguale.

Identico.

Immutato.

Così questo stato mentale di malessere e desolazione continuò per diversi giorni, giorni che per me furono devastanti.

Penso di aver ricevuto una grande lezione da quel momento.

Fu il mio primo momento in cui mi sentii veramente solo, abbondato a me stesso e in totale balia delle circostanze.

Non ero più il capitano al timone della sua vita… no… un’onda anomala mi aveva letteralmente sovrastato e scaraventato su di una spiaggia.

Una spiaggia completamente deserta.

E dove c’è il vuoto più totale ci può stare anche la più grande fortuna di questa terra.

Tutto si può creare. Qualsiasi cosa si può ricreare da zero.

È sufficiente la volontà di farlo.

E così, dopo lunghe giornate e bagnare il cuscino del mio letto frignando come un bambino piccolo a cui gli hanno tolto il suo giocattolo preferito… decisi che era il momento di reagire.

Sono stato un campione, ed i campioni non sono dei rammolliti (nemmeno tu lo sei)

Già, mi sentivo realmente un rammollito ad aver perso tutto quel tempo a versare lacrime inutili (una parte di me diceva). L’altra invece mi dava ragione perché quando si sta male è giusto sfogare quello che si ha dentro perché solamente in questo modo si riesce a prendere piena consapevolezza di quella che è la situazione.

E dopo quello sfogo era come se in qualche maniera avessi la mente più lucida, più libera e meno intasata dalle porcate che ci avevo inserito dentro con i pensieri più idioti del tipo:

  • Sono un fallito
  • Ho perso tutto
  • Chissà cosa penserà adesso la gente di me
  • Non ho più nulla
  • Non so fare altro

E tutta una sfilza di pensieri molto simili e allo stesso tempo dannatamente depotenzianti.

È vero avevo perso quello che per me rappresentava la mia vita.

Non potevo più gareggiare.

Ma se mi era successa quella cosa era perché molto probabilmente qualcun altro aveva già predisposto un successivo disegno di vita per me.

Io credo che le cose non accadono mai per caso.

Come il fatto che tu sia arrivato a leggere questo articolo di questo blog.

E proprio il fatto di essermi rotto l’anca in un momento per me molto importante, significava qualcosa.

Si vede che dovevo prendere un’altra via.

Un’altra strada.

È anche vero che prima o poi avrei dovuto farlo, perché non puoi permetterti di fare il nuotatore a vita ma io in quel momento non pensavo a smettere. Pensavo a gareggiare e a guardare avanti.

Al mio futuro.

Alla mia carriera.

Però quell’anca rotta avrebbe portato molto di più di un’apparente disfatta…

E così è stato.

Da quel momento in poi, dopo essermi ripreso dalla batosta ricevuta mi sono messo lì a cercare una soluzione a come poter innescare una nuova entrata di reddito. In fondo i soldi in qualche altro modo sarebbero dovuti entrare.

Ma come?

In che modo?

Come potevo trovare un’entrata di reddito veloce che mi permetteva di poter campare dignitosamente senza rischiare di andare a fare l’elemosina in stazione Roma Termini?

Sarebbe stato per me troppo umiliante vista la mia carriera da sportivo agonista.

Così iniziai a cercare nel posto più scontato al mondo.

Internet.

Spulciando a destra e a manca i miei occhi arrivarono a scoprire l’internet marketing, ovvero un modo innovativo (all’epoca) che ti permetteva di poter guadagnare grazie ad internet vendendo dei corsi digitali, dei prodotti o altro… anche cose eventualmente non tue!

Così, dato che non avevo a disposizione alcun ché, decisi di partire con le affiliazioni.

Mi misi a vendere i corsi che altre persone avevano già creato senza che io dovessi star lì a farmi conoscere o meno.

Mi occupavo di muovere della pubblicità online e aspettavo che mi entrassero i soldi.

Detta in modo grezzo era così.

Il meccanismo di funzionamento era proprio questo.

Fu così che guadagnai i primi 400€ senza un mio prodotto, senza essere conosciuto e senza esperienza nel settore digitale (incredibile!)

Dannazione ero una capra!

Manco sapevo dell’esistenza di queste cose. Io che utilizzavo il pc solamente per vedere video su you tube o per cazzeggiare online… mai mi sarei aspettato di utilizzarlo per generare reddito!

Non puoi capire la mia gioia.

Era qualcosa d’incontenibile.

Qualcosa che era l’esatto contrario di come mi ero sentito fino i giorni precedenti.

Incredibile davvero.

Così preso da quel nuovo e sincero entusiasmo mi tuffai letteralmente a capofitto come facevo quando gareggiavo.

Non me ne importava nulla.

Volevo scoprire questo nuovo mondo.

Un mondo che da allora ad oggi mi ha fatto immergere negli abissi più profondi trovando i mostri marini più temibili, quei mostri che possono addirittura uccidere il tuo entusiasmo, la tua voglia di lasciare una traccia su questo mondo se non sai come aggirarli, eluderli e alla fine strangolarli.

Guarda…

Il mondo dell’internet marketing è davvero una trappola mortale se non lo conosci a dovere

Ed anche qui ho commesso degli errori, ho perso dei soldi ma comunque sia ho sempre trovato il modo per uscirne vivo, vincitore e a testa alta, dimostrando a tutte quelle persone che mi conoscevano che posso sì piegarmi, ma l’animo da guerriero non se ne sarebbe andato.

Non si sarebbe spento per un semplice infortunio.

Avrei comunque trovato il modo per vivere in modo dignitoso.

L’esatta consapevolezza, questa precisa consapevolezza di non arrendermi mai mi ha portato dove sono oggi, ad aver creato un impero milionario online partendo completamente e letteralmente da zero, senza competenze e senza capitali.

E te l’ho appena mostrato.

Te l’ho appena raccontato.

Ti basta cercare sul web per scoprire come io sia nato e cresciuto come nuotatore professionista per poi, a seguito di un infortunio grave mi sono ritrovato a piedi, senza un lavoro, senza una passione e senza la possibilità di far fronte alle spese quotidiane che la vita ti pone dinanzi.

Così, di fronte ad una situazione simile potevo fare 2 cose:

  1. Arrendermi ed accettare la sconfitta
  2. Lottare e trovare una via

In fondo… chi non ha le palle trova una scusa e chi vuole vincere davvero trova una via.

Ed io ho trovato una via, quella via che in quel preciso momento era la migliore per me e per mio fratello Gabbo.

Una via che nel tempo ci ha permesso di arrivare dove siamo oggi mettendo a tacere ogni dubbio a riguardo.

Tuttavia sono certo che a questo punto una domanda sorge spontanea…

Ma cosa c’entra tutto questo con il libro?

Hai ragione caro amico, ho esordito questo articolo dicendoti come un libro avrebbe realmente cambiato la tua vita.

Permettimi quindi di mostrarti cosa intendo con quella frase.

Devi sapere che a volte nella vita (come hai visto) si arriva a vivere dei momenti difficili. Dei momenti in cui pensi che tutto non abbia più letteralmente un senso. Dei momenti in cui sei tentato di buttare tutto all’aria dopo anche infiniti sacrifici.

In fondo è normale.

La disperazione porta a compiere i gesti più estremi ma TU non devi fare nulla di tutto questo.

Sai perché?

Sii più furbo ed intelligente.

Lo sapevi che le tue difficoltà sono la tua più grande fortuna (oltre che ispirazione per gli altri)?

Così è stato per me, è stato per i miei mentori ed è la stessa cosa anche per te.

Il motivo?

La tua storia può essere realmente d’ispirazione per le persone che magari come te si ritrovano a dover combattere un momento difficile. Un momento complicato. Un momento che grazie al tuo supporto ed alla tua presenza può risultare qualcosa di realmente più piacevole. Più leggero, più superabile.

Qualcosa che ti fa percepire anche come un punto di riferimento, una guida, una cometa.

E non importa aver realizzato chissà quali risultati economici o meno.

Io ho visto che l’unica cosa che conta davvero è essere semplicemente sé stessi.

Nulla di più e nulla di meno.

Un po’ come hanno fatto loro, guarda qui

Ed io penso che pure tu abbia alle spalle una storia davvero incredibile, una storia che potrebbe essere d’ispirazione per altre persone.

Per quelle persone che hanno proprio bisogno del tuo aiuto.

Perché fidati, nessuno ha mai abbastanza coraggio quando si tratta di metterci la faccia ed aiutare gli altri oltre sé stessi.

E so che tu sei una persona che può fare questo.

In fondo io stesso l’ho fatto.

Sono uno che predica quello che fa.

Ed ho scritto ben 4 libri negli ultimi 3 anni. Libri nei quali ho parlato di me, della mia storia e di come poter migliorare la vita delle persone grazie ad un semplice libro.

O meglio… non solo grazie a quello ma tutto parte da lì.

A volte si dice che siano i libri degli altri ad ispirare… ma a volte (ed ora) potrebbe essere il tuo.

Che ne dici di creare un impatto nella vita delle persone tale per cui non cambia solamente la tua vita ma anche quella di tutte le persone con le quali entrerai in contatto?

Fai la cosa giusta.

Parti dalla tua passione, da ciò che ti arde dentro e creaci sopra un impero.

Ti svelo come fare dalla pagina che ti si apre cliccando qui.

Io ti aspetto dall’altra parte.

 

Mik Cosentino

 

P.S. Questa curiosità e questa voglia di scoprire nuove terre mi ha permesso di arrivare dove sono oggi. Ed anche tu potresti arrivarci se segui la mia rotta.

Loro prima di te ce l’hanno fatta

Tu vuoi essere il prossimo?

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